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Walking: Bosco Capodimonte

Il parco di Capodimonte, già Real parco di Capodimonte, è un parco cittadino di Napoli.


Cenni storici

Utilizzato già a partire dal 1735 per l'attività venatoria di Carlo III di Spagna, la realizzazione del parco di Capodimonte inizia nel 1742, per terminare nell'anno successivo, sotto la guida dell'architetto Ferdinando Sanfelice. Un parco di grande impatto visivo e prospettico, classico della visione illuminista, con zone panoramiche grazie alle vedute su Posillipo, la collina di San Martino ed il Vesuvio. Tra il 1836 ed il 1837 vengono eseguiti dei lavori di riqualificazioni sotto la guida del botanico Friedrich Dehnhardt: questi introduce il classico giardino all'inglese. Dopo l'unità d'Italia, anche i Savoia utilizzano il parco principalmente per battute di caccia: Fortemente danneggiato durante la seconda guerra mondiale, tra il 1966 ed il 1967 viene restaurato, in occasione dell'inaugurazione del museo nazionale di Capodimonte, e aperto come parco pubblico.


Oggi Il parco di Capodimonte si estende per una superficie di 124 ettari, protetto in parte da una cinta muraria realizzata negli anni '20 del XIX secolo, insieme a Porta Grande e Porta Piccola. Nel parco si contano oltre quattrocento varietà di alberi secolari come querce, lecci, olmi, tigli e castagni: accanto a queste, in passato, erano presenti coltivazioni di alberi da frutta, in particolar modo agrumi; inoltre, quando la zona era adibita a riserva di caccia reale, si incontravano tortore, beccafichi, tordi, fagiani dimportazione boema, lepri, conigli e cervi.


All'interno del parco si riscontrato diversi edifici:

• il Casino dei Principi, la residenza dei figli di Francesco I delle Due Sicilie nel 1826

• la Real Fabbrica della Porcellana, sede di un istituto professionale per la lavorazione della ceramica,

• la chiesa di San Gennaro, voluta da Carlo di Borbone e realizzata nel 1745,

• l'eremo dei Cappuccini, costruito tra il 1817 ed il 1819, ora sede nel 1950 dell'Opera per la salute del fanciullo,

• il Casino della Regina, luogo di riposo durante le battute di caccia,

• il fabbricato Cataneo, dove gli operai ricevano le mansioni per la cura del bosco.

Nel 2012 è stato avviato un progetto di recupero dell'orto, esteso per oltre duemila metri quadrati e di piccolo vivaio con coltivazioni tipiche della zona del napoletano come il pomodoro di San Marzano, il fagiolo cannellino di Acerra, la papaccella napoletana.

Tra le strutture dedicate alla custodia degli animali: il maneggio, la fagianeria, in origine una polveriera, la capraia, la vaccheria e diversi colombari per la riproduzione degli uccelli, questi ultimi creati nelle aree dei valloni.


Come arrivare

In auto: prendere la tangenziale, uscita Capodimonte.

Coi mezzi pubblici:

  • Bus Bus: 168, 604, C63, C67, EAV

  • Treno Treno: L1, L8, L9

  • Metro Metro: L1, L2

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